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" Sono la regina di angeli in attesa di dolce risveglio tra le braccia entriamo un po' respirando piano tra le braccia in attesa di giochi senza memoria dove svendersi e vendersi e poi dimenticare. Cosa d'alta magia non ferirsi mai. " LUMINAL Isabella Santacroce
IL LIBRO: Il denaro "Sterco del demonio" di Massimo Fini LA CANZONE: Alexander Platz di Franco Battiato IL FILM: 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick
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14 febbraio 2005
Ed anche stavolta è andata così...
[è che la mia coerenza l'ho persa giocando a poker]
Lilli ha ceduto ancora. Lilli è una lunatica, volubile, volta gabbana del cazzo. Lilli adesso è anche (e forse solo e soltanto) qui. Punto.
SilenzZzio
| inviato da il 14/2/2005 alle 15:57 | |
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8 febbraio 2005
All men are equal...
[but some men are more equal than others]
*(poco) liberamente interpretato dalla Fattoria degli animali, di Orwell. Ma non sono comunista, anzi.
Come puntualmente e periodicamente accade, mi è venuta voglia di cambiare blog. Ne voglio uno nero, con una bella foto e qualche verso buttato giù di striscio, coi post scritti in minuscolo carattere Tahoma, senza la minima attenzione alla coerenza logica delle frasi. Il mio alter-ego non mi soddisfa: il che, in effetti, da un punto di vista non solo psicanalitico, presuppone piuttosto male. Direi. Comunque. Voglio parlare di saggio di plusvalore e saggio di profitto, di composizione organica del capitale, di accumulazione originaria ed economia politica borghese tradizionale. Con chi riesce a mostrare interesse reale, fornire spiegazioni chiare e controbattere in modo costruttivo. E non sono solo belle parole messe giù per fare scena. Le mie contingenze, ora come ora, sono piuttosto deprimenti. Non so. Non sopporto più di riempirmi la bocca di questi "non so" che mi fanno sentire incapace di intendere e di volere. Eppure è un periodo che mi sembrano l'unica risposta plausibile, anche se poco accettabile, di fronte alla gran parte delle domande che mi vengono rivolte. Quello che so, o almeno penso di sapere, è che mi piacerebbe far soffrire qualcuno. Cioè, non proprio soffrire. Ma perlomeno... come dire... scuotere qualcuno. Dio bestia. Mi sento così dipendente e così vulnerabile. Io, sì insomma, NON LO SO. Purtroppo. Eppure va bene così. Per ora. E la Marcuzzi caga ch'è una bellezza.
Bella, non ho mica vent'anni ne ho molti di meno e questo vuol dire (capirai) responsabilità perciò... Il bacio sulla bocca IVANO FOSSATI
| inviato da il 8/2/2005 alle 15:39 | |
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4 febbraio 2005
Ebbene, tutto ciò ha dell'incredibile...
[o perlomeno dell'improbabile, per non dire improponibile]
Squillino le trombe. Siore e siori. La sottoscritta ha superato l'esame di teoria per la patente di guida di categoria B. E per un pelo, specificherei: quattro - e ribadisco quattro - errori. Nel senso che, nel caso in cui non abbiate un'idea di cosa possa essere definito CULO, è necessario che mi conosciate. Per tanti motivi. E poi, oggi, ho anche saputo il risultato della simulazione di terza prova: quattordici su quindici. No, per dire. Uniche nella classe, Lenny ed io. Il massimo dei massimi. Il resto della mia placida esistenza, invece, prevede confusione mentale perpetua e atroce senso di inadeguatezza. Il che, in parole povere, vuole significare che non sono sicura quasi di nulla (non che sia una succosa novità) e, soprattutto, che non mi sento all'altezza. Cioè, un momento: a Lilli non è mai capitato di non sentirsi all'altezza (Fiò Fiò insegna) ma... come dire... Lilli è piuttosto infastidita dall'idea di non essere il massimo per chi desidererebbe essere il massimo. Non è un concetto difficile. E non è nemmeno una certezza. Più che altro, lei ha paura. E forse è per questo che parla in terza persona simbolodivigliaccheria. E forse è per questo che non linka come fa di solito. Sospiro. Io non lo so... però so che questo lo dovrai vedere dal vivo, primo o poi...
 Dovrai. Prima o poi. Babà.
Non è mio pregio, ma del cielo che mi fece fantastica se degna io sono della grazia.
Questa è Elsa Morante ed è per Lilli. Una volta ogni tanto.
Because maybe you're gonna be the one who saves me? And after all you're my wonderwall Wonderwall OASIS
| inviato da il 4/2/2005 alle 17:40 | |
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1 febbraio 2005
Affondo in Nora...
[ma prima fatemi trovare il buco]
No, non sono impazzita: non più del solito, perlomeno. Il titolo di questo post ha un senso: infatti, si riferisce ad una canzone dei Verdena (Il suicidio del samurai), mentre il sottotitolo di dubbio gusto estetico si riferisce all'argomento del suddetto post. Dunque, mi accingo a procedere. Da qualche giorno a questa parte, gli ambienti giovanili cosentini - o almeno quelli circoscritti alle mie conoscenze scolastiche - si arrovellano intorno ad un dubbio amletico: i primi approcci sessuali sono poi così piacevoli come si vuol far credere? Ebbene, in linea di massima, la risposta è decisamente unisonica e piuttosto depressa: NO, in effetti no. E il problema, generalmente, è uno solo: il famigerato *secondo buco* è incredibilmente difficile da rintracciare. Cioè, detto così fa un po' ridere ma bisogna tener conto di vari fattori contingenti: innanzitutto, il nervosismo e soprattutto il nemico numero uno di ogni rapporto sessuale che possa dirsi tale (con dignità): il PROFILATTICO, detto anche *barriera architettonica* e *merda scivolosa*. Insomma, il succo dell'intera questione è che una frangia insoddisfatta di diciottenni sessualmente attive, sul piede di guerra, sta ingegnosamente tentando di procacciarsi un appuntamento/omaggio da un ginecologo qualsiasi per ottenere la tanto ambita pillola del giorno dopo (ma pure quella del giorno prima, volendo) che potrebbe rappresentare salvazione e felicità e sesso comesideve. Ossì. Sì. Sì. Ma applicati, Lenny, applicati. Eh porcoiddio.
I can watch but no take part where I end and where you start where you you left me alone Where I end and where you start RADIOHEAD
| inviato da il 1/2/2005 alle 20:51 | |
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31 gennaio 2005
Ridatemi il mio senso della responsabilità...
[e comunque non vi assicuro niente]
Ho paura delle mie ultime confessioni. Davvero, ne ho paura. Vado a fare in modo di non beccarmi una bocciatura, questo venerdì. Perlomeno ci provo.
You're the truth not I Twenty years PLACEBO
| inviato da il 31/1/2005 alle 19:45 | |
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29 gennaio 2005
Che il mondo si fermi a guardare la mia frangetta...
[o perlomeno la pianti di girare intorno alla propria idiozia]
Io non voglio sentir parlare di Iraq, elezioni, Palestina, Israele, Washington, Gad, ministri e carneficine familiari. Cioè, mi conviene smettere di guardare il telegiornale. E anche smettere di vivere, ho idea. Ma buh. Ho un nuovo taglio di capelli. Più che altro, ho una nuova frangetta: asimmetrica, cortissima e alcolica. Il che può dare felicità per i primi undici secondi, poi non cambia un cazzo e prenderne coscienza è piuttosto doloroso. Ma buh. Quel che veramente mi va è discutere di marxismo ed economia politica. E uscire da casa per trovare strade diverse e persone diverse e luci diverse. E avere la possibilità di accendere una sigaretta dopo il caffè, seduta sulla poltrona. E dormire quanto mi pare, quando mi pare, se mi pare. E Babà, croce e delizia e genio (leggete l'ultimo post, prego). Ma buh. Domani vado a teatro a vedere Sei personaggi in cerca d'autore. Vi farò sapere. Ma buh. Sbadiglio. Ma buh.
Goodbye girl, you know you want me goodbye girl, yes I'm a loser goodbye girl, you know its only love Cheating on you FRANZ FERDINAND
| inviato da il 29/1/2005 alle 19:28 | |
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27 gennaio 2005
Arbeit macht frei...
[proprio così, signori: accorrete numerosi ed ebrei]
 E c'è anche un gran bel panorama. Ma non si può mica dire niente. Niente di niente. Non se, con tutta probabilità, Hitler lo si sarebbe applaudito. E inculo all'Armata Rossa.
Jesus died for somebody's sins but not mine Gloria PATTI SMITH
| inviato da il 27/1/2005 alle 15:58 | |
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25 gennaio 2005
Mi sento un tantino confusa...
[ma voi ricordate che, al referendum, si vota *ma certo che sì* quattro volte]
Credo dobbiate sapere che, ultimamente, la mia vita scorre fluida nel letto soffice del nulla più totale. Non in senso emozionale: in senso esclusivamente fisico. Cioè, non faccio niente dalla mattina alla sera. Più che altro, mi dibatto senza tregua nel turbine delle mie paranoie in fase crescente. Giurin giurello. In realtà, avrei qualcosa di cui (pre)occuparmi. Un paio di cose, perlomeno. Tipo. Darmi da fare per la patente ch'è diventata una chimera peggio della democrazia. Poi. Risolvere il problema della mia casella hotmail che non mi permette di leggere i nuovi messaggi (e manco i vecchi). Poi. Approcciarmi in qualche modo al libro di storia, anche leccandolo e basta. Insomma, ecco. C'è da dire che. Senza ombra di dubbio. Il cappotto grigio. Le scarpe futuriste. Lillo geloso. Il sapone alla vaniglia. Babà. Poi basta. E comunque, stellina io mi chiamo da sola. Gnè gnè. Uhmpf.
Without you I'm nothing now Without you I'm nothing PLACEBO
| inviato da il 25/1/2005 alle 19:36 | |
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20 gennaio 2005
Bisogna che riveda The dreamers...
[ma soprattutto bisogna che parta alla ricerca di un qualsiasi equilibrio]
Ecco. Non c'è problema: non metto piede a scuola da sabato scorso, quei deficienti in jeans rattoppati si divertono con auto gestioni e lega-legalizazziòn, i miei ormoni galoppano a velocità media e mio fratello puzza sempre meno. Una situazione idilliaca. Ecco. Ci sarebbe da capire che non posso andare avanti a lavarmi di continuo e spruzzarmi deodorante a litri e profumo e colpi di mascara e crema setificante. Sto cominciando a farmi schifo. Ecco. Adesso non ho mica voglia di guardare The dreamers del grande Bertolucci con Titti, Giamma e l'uomo nero ma loro mi si presentano a casa col dvd e io: sissì, faccio la doccia e torno in un lampo. Non corretto. Ecco. Mi pare di volere Babà. Mi pare che sia giusto quello che sto per fare. Mi pare che dovrei rilassarmi ancora un po'. Mi pare che prenderò qualche goccia di tranquillante. Mi pare che domani lo vedo. Mi pare. Boia dio. Ecco. Non nevicare, ti prego, non nevicare. Ecco. Amo la mia Lenny col ciclo. E Ale sta iniziando a starmi simpatico. Mappensa. Autostop!
I say don't you know? you say you don't know I say take me out Take me out FRANZ FERDINAND
| inviato da il 20/1/2005 alle 10:31 | |
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15 gennaio 2005
Per fortuna, non sono mai stata una romantica...
[ecco perchè non posso proprio bearmi del tremolio delle luci in lontananza]
Questo non sarà un post molto sentito, intelligente o socialmente utile. Ma non vedo quale sia l'utilità di questa premessa, considerato che pochissimi dei miei post sono stati sentiti o intelligenti. E nessuno è mai stato socialmente utile. Quindi, sticazzi. Il mio alter-ego è attualmente dotato di due elementi decisamente invidiabili, che tutti voi avrete l'impulso immediato di copiare violando il severo copyleft imposto dal loro ideatore/creatore/inseritore/untore/giuocatore/eviadicendo, BabàMio. Colui il quale vede nel presente, nel futuro e anche nel congiuntivo. Colui il quale vive una vita molto più dignitosa di chiunque, tra voialtri (e noialtri). Colui il quale io amo appassionatamente da ormai sei mesi abbondanti. Colui il quale possiede un gattino, Lillo, uguale identico a questo qua:
 E niente. Vado a vedere cosa vogliono i Malavoglia da me.
Gimmi Ilpedofilo è morto innocente vittima solo del proprio cognome e ora dall'alto del Paradiso ci guarda col suo sorriso buono in compagnia dei suoi nuovi amici che già subirono la stessa sorte: Fabio Uxoricidi, Roberto Ammazzaneonati ma soprattutto Fabia Inculamorti Gimmi Ilpedofilo ELIO E LE STORIE TESE
| inviato da il 15/1/2005 alle 16:21 | |
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